Nucleare: i dodici miti da sfatare

Nucleare: i dodici miti da sfatare

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1. L’energia nucleare è necessaria per garantirci una maggiore indipendenza energetica.



I Paesi europei non possiedono riserve significative di uranio. Se anche le avessero, e ipotizzando di produr re tutta l’elettricità per via nucleare, avremmo soddisfatto meno di un quarto del nostro fabbisogno energetico negli usi finali. Oltre tre quarti dei nostri consumi attuali sono costituiti infatti da combustibili, che non si possono produrre con centrali nucleari. [In Giappone meno del 23% del fabbisogno energetico è prodotto dalle 55 centrali nucleari!]

2. Bisogna ricorrere al nucleare per contrastare il caro-petrolio.

II petrolio serve principalmente per produrre combustibili liquidi per i trasporti e come prodotto di base per la petrolchimica. L’energia nucleare invece è unicamente elettricità. Che le due cose siano del tutto disgiunte lo dimostra il fatto che la Francia, che produce il 78% dell’elettricità per via nucleare, consuma più petrolio dell’Italia che – con un numero di abitanti quasi identico – non ha centrali nucleari.

3. Siamo costretti a importare energia elettronucleare dalla Francia a prezzi elevati.

L’esigenza non è nostra ma dei francesi. Le centrali nucleari non possono essere accese e spente a piace re e funzionano a ciclo continuo. Di notte, nelle ore di minore domanda, il sistema elettrico francese ha l’esigenza tecnica di smistare elettricità ai Paesi confinanti, Italia inclusa, per garantire la stabilità del proprio sistema. Si tratta di una vendita a basso costo, molto gradita alle società energetiche straniere.

4. Per produrre quantità consistenti di elettricità per via fotovoltaica bisognerebbe coprire tutta l’Italia di pannelli.

Con le tecnologie attuali, lungi dall’essere ottimizza te, la superficie del territorio nazionale da ricoprire per soddisfare l’intero fabbisogno elettrico nazionale sarebbe quella di un quadrato con lato inferiore ai 50 km: 2400 km2, un’area estesa quanto la provincia di Piacenza.

5. I biocombustibili sostituiranno benzina e gasolio.

Anche usando bioetanolo da canna da zucchero (il biocombustibile più efficiente ed energeticamente conveniente oggi disponibile) per sostituire i 18 miliardi di litri di benzina consumati attualmente in Italia servirebbero 50 000 km2 di terreno agricolo. Ma le auto a benzina sono ormai meno della metà dei veicoli in circolazione e non abbiamo tutta quel la superficie agricola a disposizione; anche se l’avessimo, la canna da zucchero non cresce in Italia.

6. Oggi possiamo disporre di tecnologie «a carbone pulito».

Il carbone pulito è uno slogan commerciale vuoto e ingannevole; il carbone resta la fonte fossile più in uinante tra quelle oggi disponibili. Il sedicente carbone pulito prevede il confinamento della CO2 nel sottosuolo; ammesso che questa tecnologia possa mai essere disponibile su larga scala, e competitiva dal punto di vista economico, occorreranno ancora due o tre decenni.

7. Le centrali a fissione di nuova generazione e la fusione nucleare risolveranno a breve e definitiva mente il problema energetico.

La fattibilità tecnica e la convenienza economica del nucleare di quarta generazione e della fusione nucleare sono ancora da dimostrare. Se queste nuove tecnologie saranno realizzate – il che è messo in dubbio da autorevoli scienziati – i loro stessi sosteni tori ne prevedono la commercializzazione fra 30-40 anni. Il nostro problema energetico è purtroppo molto più impellente.

8. L’energia solare non potrà mai soddisfare il fabbisogno energetico dell’umanità.

Lo sterminato flusso di energia elettromagnetica so lare è l’unico, in termini quantitativi, che può garantire il soddisfacimento del fabbisogno energetico dell’umanità nel lungo termine. All’energia sola re si può aggiungere il contributo dell’energia termica del sottosuolo terrestre, anch’esso potenzialmente immenso.

9. Le rottamazioni di auto ed elettrodomestici portano un beneficio per l’ambiente.

Questa affermazione può essere vera a livello loca le, per esempio quando il risultato è mettere in circolazione auto nuove e meno inquinanti. Ma il bi lancio a livello globale, in termini di consumo di energia e di risorse utilizzate per fabbricare i nuovi beni e rottamare quelli vecchi,risulta sostanzialmente negativo.

10. La superficie terrestre galleggia sul petrolio, ba sta cercarne ancora e lo si troverà.

Un conto è trovare giacimenti di piccole o medie dimensioni, come quelli della Basilicata, un altro trova re giacimenti «supergiganti» di petrolio di buona qualità e a costi di estrazione bassi, come quelli sauditi. Sono questi ultimi a fare la differenza sui mercati mondiali del petrolio. Di giacimenti di questo tipo non se ne trovano più da decenni e c’è un diffuso scetticismo sul fatto che se ne possano trovare ancora. Il tutto a fronte di una domanda che continua ad aumentare sotto la spinta della crescita economica impetuosa di paesi come Cina, India, Brasile e Russia.

11. Il metano non inquina.

Il gas naturale è certamente il meno inquinante tra i combustibili fossili, ma anch’esso inquina: la sua combustione con l’ossigeno dell’aria produce ossidi di azoto, particolato ultrafine e anidride carbonica.

12. L’idrogeno è l’energia pulita del futuro.

L’idrogeno non è una fonte di energia primaria ma un vettore energetico, come l’elettricità. Per usarlo bisogna prima produrlo, consumando energia. Estrarlo dall’acqua richiede la stessa quantità di energia che è poi in grado di generare reagendo con l’ossigeno per ridare acqua. Non si può neppure dire che l’idrogeno sia «pulito»; è pulito o sporco a seconda della fonte di energia usata per ottenerlo. L’idrogeno sarà l’energia pulita del futuro soltanto se sarà prodotto utilizzando fonti rinnovabili.



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